
La sterlina britannica è la moneta più antica ancora in circolazione al mondo. Ha attraversato dodici secoli di storia, sopravvissuto alla Rivoluzione Industriale, alle due guerre mondiali, alla fine dell’impero coloniale e alla Brexit, uscendo ogni volta con la propria identità intatta. Per chi visita il Regno Unito è indispensabile conoscerla: non solo per gestire i pagamenti quotidiani, ma per capire qualcosa di più del paese che la usa.
Il suo simbolo è £, abbreviazione del latino libra, e il suo codice internazionale è GBP (Great British Pound). Si divide in 100 pence, il cui simbolo è “p”. Nonostante decenni di integrazione europea, il Regno Unito non ha mai adottato l’euro, neanche quando ne faceva parte: la sterlina era e rimane un elemento identitario troppo radicato per essere sacrificato sull’altare dell’unione monetaria.
Se sei curioso di sapere quanto vale una Sterlina e quale è il cambio attuale con l’EURO, di seguito puoi trovare una tabella di conversione con le principali valute europee costantemente aggiornata.
Se invece stai organizzando un viaggio a Londra o nel Regno Unito e sei interessato a cambiare gli euro in sterline o viceversa ti consigliamo di utilizzare Wise, che permette il cambio reale senza commissioni.
Il rapporto tra euro e sterlina è sempre stato volatile, riflettendo le fortune politiche ed economiche del Regno Unito. Nel momento peggiore della crisi finanziaria del 2008, la sterlina era crollata fino quasi alla parità con l’euro (1 euro = 0,98 sterline), un livello che non si vedeva dai tempi dell’introduzione della moneta unica. La Brexit del 2016 ha provocato un altro forte deprezzamento, con la sterlina che ha perso circa il 15% del suo valore sull’euro nelle settimane successive al referendum.
Negli anni successivi il tasso di cambio si è gradualmente stabilizzato. Il tasso di cambio medio degli ultimi sei mesi per la sterlina britannica verso l’euro è stato di circa 1 sterlina = 1,15 euro. In pratica questo significa che per ogni 100 euro ottenete circa 86-87 sterline, e che ogni sterlina vale circa 1,15-1,16 euro. Il tasso varia quotidianamente e prima di un viaggio conviene sempre verificare la quotazione sul sito della Banca Centrale Europea.
Le origini della sterlina risalgono al VIII secolo, quando nell’Inghilterra anglosassone fu introdotto il penny d’argento, ispirato al sistema monetario carolingio. Il termine “sterlina” — in inglese sterling — compare per la prima volta nei documenti medievali con riferimento ai penny d’argento di particolare purezza, coniati da alcune zecche del nord Europa. Venti scellini formavano una sterlina, un valore che nell’Inghilterra medievale era sufficiente ad acquistare una piccola mandria di bestiame.
La svolta istituzionale arrivò nel 1694 con la fondazione della Bank of England, la banca centrale che da allora regola l’emissione della moneta e gestisce la politica monetaria del paese. Fu in quel periodo che la sterlina cominciò a circolare anche sotto forma di banconote, e che Londra si afferma come principale piazza finanziaria mondiale. Tra il 1880 e il 1914 la sterlina fu ancorata al gold standard e divenne la principale valuta del commercio internazionale, simbolo della potenza economica dell’Impero britannico. Una sterlina valeva allora circa 4,87 dollari americani.
La Prima Guerra Mondiale segnò la fine del gold standard e l’inizio di un lungo declino relativo rispetto al dollaro, ma la sterlina mantenne un peso enorme nell’economia mondiale per tutto il Novecento. Dal 1971, il Regno Unito lasciò fluttuare liberamente il valore della sterlina sul mercato dei cambi, rinunciando definitivamente a qualsiasi ancoraggio fisso.
Le banconote in sterlina sono emesse dalla Bank of England per Inghilterra e Galles, e da tre banche commerciali autorizzate per la Scozia (Bank of Scotland, Royal Bank of Scotland, Clydesdale Bank) e due per l’Irlanda del Nord. Le banconote scozzesi e nordirlandesi sono legalmente valide in tutto il Regno Unito, ma nella pratica possono incontrare resistenze fuori dai rispettivi territori: è sempre consigliabile cambiare le banconote scozzesi con quelle della Bank of England se si viaggia in Inghilterra o Galles.
I tagli disponibili sono £5, £10, £20 e £50, ciascuno con un colore e un personaggio storico sul retro. Dal 2016 la Bank of England ha progressivamente sostituito le tradizionali banconote di carta con banconote in polimero — una plastica sottile e resistente, quasi impossibile da contraffare — rendendo il denaro britannico tra i più sicuri al mondo. Le banconote polimeriche si distinguono al tatto e presentano finestre trasparenti con ologrammi che cambiano immagine inclinando il taglio.
Il retro delle banconote celebra icone della cultura britannica: Winston Churchill sulla £5, Jane Austen sulla £10, il pittore J.M.W. Turner sulla £20, il matematico Alan Turing — padre dell’informatica moderna e figura chiave nella decifrazione del codice Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale — sulla £50. Sul fronte campeggia il ritratto del monarca.
Dal 5 giugno 2024 sono entrate in circolazione le nuove banconote con il ritratto di Re Carlo III, a quasi due anni dalla morte della regina Elisabetta II. I disegni sul retro sono rimasti invariati: l’unica modifica è il ritratto sul fronte. Le banconote con Elisabetta II rimangono perfettamente valide e continueranno a circolare parallelamente a quelle di Carlo III fino a normale usura. Nel luglio 2025 la Bank of England ha avviato una consultazione pubblica per decidere il tema della prossima serie di banconote.
Le monete in circolazione sono otto: 1p, 2p, 5p, 10p, 20p, 50p, £1 e £2. Le più interessanti da osservare sono la moneta da £1, bimetallica a dodici lati, introdotta nel 2017 in sostituzione della precedente versione circolare, con quattro simboli nazionali incisi — la rosa inglese, il porro gallese, il cardo scozzese e il trifoglio nordirlandese — e la moneta da £2, bimetallica con bordo in oro e centro in argento. Su tutte le monete, per tradizione secolare, il ritratto del monarca si alterna guardando a destra o a sinistra ad ogni cambio di regno.
Un dettaglio di colore: il gergo britannico ha nomi propri per quasi ogni taglio. Una sterlina è un quid, cinque sterline un fiver, dieci un tenner. Cinquanta pence è spesso chiamato semplicemente fifty pee. Se siete in un pub a Glasgow o in un mercato di Londra, queste espressioni le sentirete spesso.
Il Regno Unito è uno dei paesi europei in cui il contante è meno usato. I pagamenti con carta — di debito e di credito — e quelli contactless tramite smartphone (Apple Pay, Google Pay) sono accettati praticamente ovunque, dai pub ai taxi, dai mercati rionali ai musei. In molti locali di Londra e di Edimburgo i contanti non vengono accettati affatto, una tendenza accelerata durante la pandemia e mai tornata indietro. Portarsi qualche banconota è comunque prudente per piccoli acquisti e mercati all’aperto, ma non è strettamente necessario avere grandi somme in tasca.
Per cambiare valuta, le opzioni migliori sono i servizi online come Wise o Revolut, che applicano il tasso di mercato reale senza commissioni nascoste, oppure gli sportelli bancari. I cambiavalute negli aeroporti e nelle zone turistiche applicano spread molto elevati e sono da evitare. I bancomat (in inglese ATM o cash machine) sono presenti in tutte le città, ma la rete si sta riducendo: nelle aree rurali e nelle isole più remote può essere difficile trovarne uno, quindi è consigliabile procurarsi contanti prima di avventurarsi fuori dai centri abitati.
Se pagate con carta straniera, alcuni terminali britannici propongono il Dynamic Currency Conversion (DCC): vi chiederanno se volete pagare in euro invece che in sterline. Rifiutate sempre: il tasso applicato è quasi invariabilmente sfavorevole rispetto a quello applicato dalla vostra banca.

Visitando la Scozia potreste ricevere banconote diverse da quelle della Bank of England: sono le banconote emesse da Bank of Scotland, Royal Bank of Scotland e Clydesdale Bank, perfettamente legali e con lo stesso valore di quelle inglesi. I disegni sono diversi — spesso raffigurano castelli, paesaggi o figure storiche scozzesi — e alcune serie storiche sono diventate oggetti da collezione. In Scozia vengono accettate senza problemi ovunque; al di fuori della Scozia, in Inghilterra soprattutto, potrebbe capitare che qualche esercente le rifiuti per scarsa familiarità, pur non avendo alcun diritto di farlo se la banconota è autentica.