Glasgow è la capitale scozzese del calcio. In questa città hanno sede le due leggende calcistiche della nazione: il Celtic Football Club e il Rangers Football Club.
Le due squadre sono state protagoniste di epiche sfide. La lunga rivalità tra i due team risale addirittura al primo match disputato dal Celtic, descritto dalla stampa come “un amichevole incontro” e conclusosi con un’inaspettata vittoria 5 a 2. Old Firm è il nome con cui gli scozzesi indicano questa leggendaria rivalità, che nel corso della sua storia lunga più di un secolo ha influenzato la società, la politica e la religione in Scozia.
È un tema complesso in quanto la rivalità non è puramente calcistica ma abbraccia aspetti profondi dell’identità nazionale scozzese. Per spiegarla in maniera semplicistica, il Celtic è la squadra degli irlandesi immigrati o nati in Scozia, di fede cattolica, mentre i Rangers sono supportati da scozzesi nativi, di fede protestante.
Insieme le due squadre hanno vinto 110 campionati nazionali su 128 edizioni disputate, e dalla stagione 1985-86 il titolo è stato vinto senza interruzioni da una delle due squadre dell’Old Firm. La loro fan base non si limita alla Scozia e all’Irlanda del Nord: le due squadre contano milioni di tifosi in tutto il mondo.

Il nome Celtic fa pensare all’Irlanda e non è un caso: il club nacque alla fine dell’Ottocento con il preciso scopo di alleviare le condizioni di povertà e marginalizzazione degli immigranti irlandesi che popolavano la zona East End di Glasgow.
Pare che non molti dei soldi guadagnati dalla squadra arrivarono ai bisognosi, ma il Celtic divenne per loro un simbolo di riscatto in cui potersi immedesimare: forse si spiega così l’affezionatissima base di tifosi che la squadra si conquistò in poco tempo ed è riuscita a mantenere fino ai giorni nostri.
In tutte le loro versioni storiche (comprese quelle attuali), maglia e stemma della squadra si sono sempre ispirate esplicitamente a motivi irlandesi: righe bianche e verdi, croci celtiche, quadrifogli.
Il Celtic è la squadra più titolata della Scozia, con un palmares che comprende 55 campionati scozzesi (record condiviso con i Rangers), 42 Coppe di Scozia e 22 Coppe di Lega. A livello europeo vanta una Coppa dei Campioni, vinta nel 1967 contro l’Inter a Lisbona: i giocatori di quella squadra sono passati alla storia come i Lisbon Lions e rimangono l’unica squadra britannica ad aver vinto la competizione con una rosa composta interamente da giocatori nati entro 30 miglia dallo stadio di casa. A questi successi si aggiungono la più alta media spettatori per le sfide nazionali e numerosi tentativi di emulazione, di cui il più famoso è il Belfast Celtic.
Un altro vanto del Celtic è il suo stadio, che con una capienza di 61.000 spettatori è il più grande stadio di calcio della Scozia e il terzo impianto calcistico del Regno Unito per capienza, dopo Wembley e Old Trafford.
Lo stadio Celtic Park di Glasgow sorge in un’area della città denominata Parkhead, nome con cui a volte viene indicato anche lo stadio. I tifosi più fedeli, però, lo chiamano Paradise.
Numerosi miti e leggende circondano la lunga storia di questo mitico stadio, che ha accolto sfide leggendarie del calcio britannico e internazionale: il modo migliore per conoscerle è partecipare a un tour guidato del Celtic Park. Il tour vi dà la possibilità di vivere le emozioni dei protagonisti entrando negli spogliatoi del Celtic, la sala dei dirigenti della squadra, il tunnel da cui escono i giocatori e il campo di gioco.
Nella Jock Stein Lounge, la sala d’attesa per l’inizio del tour, potrete ammirare una collezione di documenti storici, oggetti personali e altri memorabilia di personaggi che hanno fatto la storia della squadra.
Il tour si svolge due volte al giorno da lunedì a giovedì e ogni ora dalle 12.30 alle 17.30 dal sabato alla domenica. Gli orari sono indicativi: possono cambiare in base alle esigenze del team di casa e dei match disputati.

Dei due team storici di Glasgow, il Rangers Football Club (chiamato anche Glasgow Rangers) è quello più longevo, fondato nel 1872. Il palmares dei Rangers è tra i più ricchi al mondo: 55 campionati scozzesi (record condiviso con il Celtic), 34 Coppe di Scozia e 28 Coppe di Lega. A livello europeo vantano una Coppa delle Coppe vinta nel 1972 a Barcellona contro la Dinamo Mosca, e sono stati il primo team britannico a raggiungere la finale di un torneo UEFA.
I colori della squadra sono blu, bianco e rosso. Gli stemmi ufficiali sono due:
La fan base è eccezionale: si contano 150 fan club ufficiali in Gran Bretagna e Irlanda e più di 90 sparsi in venti paesi di tutto il mondo.
Vale la pena citare un episodio che racconta bene la profondità della rivalità religiosa tra le due tifoserie: per oltre cinquant’anni, dai primi anni Trenta fino al 1989, i Rangers seguirono la regola non scritta di non acquistare giocatori di fede cattolica. La tradizione fu interrotta dall’acquisto di Mo Johnston, giocatore dichiaratamente cattolico che il club soffiò al Celtic, scatenando reazioni furiose in entrambe le tifoserie.
Con una capienza di oltre 50.000 spettatori (50.987 posti a sedere), lo stadio dei Rangers si colloca tra i più grandi della Scozia. L’attuale Ibrox Stadium sorge nell’omonimo quartiere di Glasgow, a sud del fiume Clyde, ed è considerato uno degli impianti più sicuri d’Europa, insignito delle 4 stelle UEFA.
Aperto nel 1899 con il nome di Ibrox Park, è tristemente noto per due incidenti che hanno causato un altissimo numero di vittime. Il primo avvenne nel 1902, quando il crollo di una tribuna in legno durante una partita contro l’Inghilterra causò 25 morti. Il secondo, passato alla storia come Ibrox Disaster, avvenne nel 1971: 66 persone persero la vita schiacciate dalla folla sulle scale di uscita al termine del derby contro il Celtic. In seguito a quest’ultimo incidente lo stadio fu quasi completamente ricostruito. I lavori di rinnovo si protrassero fino alla metà degli anni Ottanta e si conclusero con una ulteriore ristrutturazione nel 1997, anno in cui l’impianto fu ufficialmente rinominato Ibrox Stadium. Un memoriale sul perimetro dello stadio ricorda le 66 vittime del 1971.
Anche lo stadio dei Rangers a Glasgow si può visitare con un tour guidato che dà accesso agli spogliatoi di entrambe le squadre, la sala dei manager, il tunnel e il campo di gioco. Potrete visitare anche la stanza dei Trofei dove sono esposte coppe, medaglie e altri vanti della squadra.
Il tour Ibrox Stadium si svolge dal lunedì al sabato tre volte al giorno, dalla mattina al primo pomeriggio. Anche in questo caso gli orari possono variare nei giorni in cui vengono disputate partite o per occasionali eventi.

A pochi chilometri da Celtic Park e da Ibrox sorge il terzo grande tempio del calcio di Glasgow: l’Hampden Park, lo stadio nazionale della Scozia. Con una capienza di 51.866 posti è il secondo stadio più grande della Scozia dopo il Celtic Park, e ospita le partite della nazionale scozzese, le finali delle coppe nazionali e, dal 2026, sarà uno dei palcoscenici di Euro 2028, il torneo che il Regno Unito e l’Irlanda organizzeranno congiuntamente.
La storia di Hampden Park è impressionante: tra gli anni Venti e Trenta del Novecento fu lo stadio più grande del mondo, con una capienza che arrivò a sfiorare le 150.000 persone. Il record assoluto di pubblico per una partita di club in Europa appartiene ancora a questo stadio: nel 1937 la finale di Coppa di Scozia tra Celtic e Aberdeen fu seguita da oltre 146.000 spettatori. Numeri irripetibili che raccontano il peso del calcio nella cultura scozzese.
All’interno dello stadio ha sede lo Scottish Football Museum, il museo ufficiale del calcio scozzese, che espone trofei, divise storiche, filmati d’epoca e memorabilia che ripercorrono oltre 150 anni di storia del gioco in Scozia, inclusi i cimeli della prima partita internazionale di calcio mai disputata — Scozia contro Inghilterra nel 1872. Il museo è visitabile indipendentemente dal tour dello stadio. Il tour guidato, della durata di circa due ore, permette di accedere agli spogliatoi dei giocatori, al tunnel, all’area della premiazione delle coppe e alla galleria interattiva Hampden Hotshots, dove potrete cimentarvi in qualche tiro in porta. I gruppi sono limitati a un massimo di 15 partecipanti, garantendo un’esperienza raccolta e personalizzata.

