
Due settimane sono il tempo giusto per fare la Scozia come merita. Si riesce a coprire sia le Highlands che le isole, sia le città che la costa, senza la sensazione di correre da un posto all’altro. L’auto rimane il mezzo indispensabile: la libertà di fermarsi davanti a un panorama inaspettato, di deviare su una strada secondaria o di raggiungere un B&B sperduto vale da sola il costo del noleggio. Con due settimane si ha anche il lusso di rallentare nei posti più belli, di dormire due notti nello stesso posto senza dover ripiegare e ricaricare le valigie ogni giorno.
Il punto di partenza naturale è Edimburgo, con ritiro dell’auto all’Aeroporto di Edimburgo al momento dell’arrivo. Chi vuole può strutturare il viaggio come un grande anello che parte e torna nella capitale, oppure optare per il noleggio con riconsegna in città diversa — ad esempio partire da Edimburgo e rientrare da Glasgow — soluzione comoda se si preferisce non ripassare dagli stessi luoghi. In questo caso il volo di rientro partirà dall’Aeroporto di Glasgow. Ricordate che in Scozia si guida a sinistra e che le strade di montagna e delle isole sono spesso a carreggiata unica. Per i dettagli pratici consultate la nostra guida al noleggio auto in Scozia e alla guida in Scozia.

Due giorni nella capitale sono il minimo per non sentirsi in difetto. Il primo giorno è dedicato alla Old Town: il Castello di Edimburgo, la discesa lungo la Royal Mile, il Palazzo di Holyroodhouse e — se avete stomaco — il tour dei sotterranei di Mary King’s Close. La sera, i pub di Grassmarket e Cowgate sono il cuore della vita notturna storica della città.
Il secondo giorno esplorate la New Town georgiana con Princes Street, la collina di Arthur’s Seat per il panorama sulla città, e il porto di Leith dove visitare il Royal Yacht Britannia. Se avete acquistato il Royal Edinburgh Ticket risparmierete su Castello, Holyroodhouse e Britannia. Per non perdere nulla della capitale, consultate anche la nostra guida su cosa vedere a Edimburgo e su dove dormire a Edimburgo.

Si parte verso nord attraversando il Firth of Forth sul maestoso Queensferry Crossing. Prima tappa: St Andrews, la città universitaria più antica della Scozia, celebre per la cattedrale medievale in rovina, il castello e i campi da golf del Royal and Ancient Golf Club, considerati la culla del golf mondiale. St Andrews si trova nella contea del Fife, una penisola spesso trascurata dai turisti ma ricca di borghi di pescatori, castelli e paesaggi costieri. Anche chi non gioca a golf trova il vecchio campo affacciato sul mare magnetico.
Nel pomeriggio si raggiunge Dundee, città in piena rinascita culturale grazie al V&A Museum of Design, il primo museo del Victoria and Albert fuori Londra, inaugurato nel 2018 in un edificio spettacolare affacciato sul fiume Tay. Vale anche una visita al Discovery Point, dove è ormeggiato il RRS Discovery, la nave con cui Scott esplorò l’Antartide. Dormite a Dundee.

La mattina si visita il Castello di Glamis, residenza ancestrale della famiglia della regina madre Elisabetta e ambientazione del Macbeth shakespeariano. L’interno è tra i più riccamente arredati di Scozia: sale con soffitti dipinti, armature medievali e un giardino italiano che in estate è una meraviglia. Si sale poi verso le Highlands attraverso le valli del Perthshire fino ad Aviemore, porta d’ingresso al Parco Nazionale dei Cairngorms. Anche solo guidare attraverso l’altopiano — con le sue renne selvatiche, le foreste di pini caledoni e i corsi d’acqua color ambra — vale il tragitto. Dormite ad Aviemore o a Grantown-on-Spey.

Una mattina nell’area dei Cairngorms per chi vuole camminare o visitare il Cairngorm Mountain Resort, raggiungibile anche in funivia d’estate fino a oltre 1.000 metri di quota. Nel pomeriggio si scende verso Inverness, capitale delle Highlands, per un pranzo al mercato coperto Victorian Market e una passeggiata sul fiume Ness. Si prosegue poi lungo la sponda occidentale del Loch Ness sulla A82, con sosta a Urquhart Castle, il castello medievale in rovina che sporge direttamente sull’acqua. Dormite sul lago o a Inverness.

Tappa poco battuta dal turismo di massa ma straordinaria. Si risale la costa orientale delle Highlands verso nord fino al Castello di Dunrobin, il castello più grande del nord della Scozia con le sue torrette francesi che sembrano uscite da una fiaba e i giardini terrazzati che scendono verso il mare. L’interno ospita una collezione di trofei di caccia e cimeli storici che racconta secoli di storia dei Duchi di Sutherland. Si prosegue fino a Thurso o John O’Groats, il punto più settentrionale della terraferma britannica, con le Isole Orcadi visibili all’orizzonte nei giorni limpidi. Dormite a Thurso.

Chi ha voglia di un’avventura extra può prendere il traghetto da Scrabster a Stromness nelle Isole Orcadi (circa 90 minuti): l’isola principale ospita il sito neolitico di Skara Brae — un villaggio preistorico risalente a 5.000 anni fa, più antico delle piramidi — le pietre di Stenness e il Ring of Brodgar, tutti patrimonio UNESCO. Il ritorno serale riporta sulla terraferma. È una delle deviazioni più straordinarie dell’intero viaggio per chi ha anche solo mezza giornata libera.
In alternativa, si torna verso ovest lungo la spettacolare NC500 — la North Coast 500, la strada panoramica più bella della Scozia — attraverso Tongue e Durness, con le sue grotte marine di Smoo Cave e la spiaggia bianca di Balnakeil. Si scende poi verso sud fino a Ullapool, villaggio di pescatori sul Loch Broom, con i suoi pub sul porto e i traghetti per le Isole Ebridi. Dormite a Ullapool.

Il tratto di costa da Ullapool verso sud è tra i più selvaggi d’Europa. Si attraversano le montagne di Torridon, tra le più antiche del mondo con i loro 750 milioni di anni di storia geologica, e si scende verso il mare attraverso valli dove non c’è quasi niente tranne roccia, acqua e cielo. Le sagome taglienti di Beinn Eighe e Liathach dominano il panorama. Si arriva a Kyle of Lochalsh, porta d’ingresso per Skye, dove è già possibile scorgere le montagne Cuillin sull’isola all’orizzonte. Dormite qui o attraversate subito il ponte sull’isola.

Prima giornata sull’Isola di Skye, dedicata al nord: il Quiraing con i suoi pinnacoli rocciosi e i prati sospesi, il Faro di Neist Point all’estremità occidentale con le sue viste sulle Ebridi Esterne al tramonto, e il castello di Dunvegan, residenza del Clan MacLeod da oltre 800 anni e il castello più antico della Scozia abitato in continuità. Nei pressi di Dunvegan è possibile noleggiare barche per avvistare le foche sui Coral Beaches. Dormite a Portree, il capoluogo dell’isola, con le sue casette colorate che si specchiano nel porto.

La seconda giornata a Skye è dedicata al sud: Sligachan e i monti Cuillin — neri, dentati e verticali come nessun’altra montagna britannica — le Scogliere di Kilt Rock sulla costa orientale e la Old Man of Storr, il pinnacolo basaltico più fotografato dell’isola, raggiungibile con una camminata di 45 minuti che ripaga con una vista a 360 gradi. Chi ha ancora energia può prendere il traghetto da Uig verso le Isole Ebridi Esterne (Harris e Lewis), dove le spiagge di sabbia bianca e acqua turchese sembrano Caraibi del nord. Dormite a Skye.

Si lascia Skye riprendendo il ponte e scendendo verso sud lungo la A87. Sosta obbligatoria al Castello di Eilean Donan, che sorge su un isolotto alla confluenza di tre laghi con le montagne alle spalle: uno dei panorami più iconici di Scozia, ancora più suggestivo se capita di vederlo avvolto nella nebbia mattutina. Si prosegue verso Fort William, ai piedi del Ben Nevis, e poi lungo la A82 fino a Glencoe. La valle al tramonto, con le pareti rocciose che si colorano di arancio, ha una luce che molti fotografi vengono a cercare apposta. Dormite a Glencoe o a Ballachulish.

Ultima giornata nelle Highlands prima della pianura. Si scende verso il Loch Lomond con una sosta al villaggio di Luss, con le sue casette di pietra affacciate sull’acqua e i panorami sul lago più grande della Gran Bretagna. Da qui la A82 porta verso Glasgow in poco più di un’ora. La città merita più di una sera: il quartiere di Merchant City, i musei gratuiti come il Kelvingrove, la Cattedrale medievale e la scena dei ristoranti del West End sono un cambio di ritmo benvenuto dopo giorni di Highlands. Per orientarvi, leggete la nostra guida su Glasgow e su dove dormire a Glasgow.

Giornata dedicata interamente alla città più grande della Scozia. La Glasgow School of Art di Mackintosh, il Riverside Museum con la sua architettura a onde firmata Zaha Hadid, il mercato di Barras e — per chi ama il calcio — un tour del Celtic Park o dell’Ibrox Stadium, i due templi dell’Old Firm. Chi preferisce l’arte può visitare la Burrell Collection, che ospita una delle raccolte d’arte medievale più importanti del mondo, riaperta dopo un lungo restauro nel 2022. La sera, i pub e i ristoranti di Finnieston sono tra i migliori di tutta la Scozia. Dormite a Glasgow.

L’ultima giornata collega Glasgow a Edimburgo con una sosta fondamentale a Stirling. Il Castello di Stirling fu la residenza preferita di Maria Stuarda e il centro del potere scozzese per secoli: le sue sale ospitano gli arazzi dei Cacciatori di Unicorno, tra i tessuti medievali meglio conservati d’Europa. A pochi chilometri sorge il Monumento a William Wallace, la torre gotica che si vede dall’autostrada, e il campo di Bannockburn dove nel 1314 Robert the Bruce sconfisse l’esercito inglese in quella che resta la più grande vittoria militare scozzese della storia. Da Stirling, Edimburgo è a meno di 45 minuti. Si riconsegna l’auto all’aeroporto e si chiude il cerchio.
In due settimane percorrerete circa 1.700-1.800 km, con una media di 120-130 km al giorno — un ritmo comodo che lascia spazio alle soste improvvisate. Prenotate gli alloggi con almeno due mesi di anticipo in alta stagione (luglio-agosto), soprattutto sull’Isola di Skye e sulla costa nord, dove l’offerta è limitata. Per la tappa alle Orcadi verificate gli orari dei traghetti su NorthLink Ferries con largo anticipo. Se prevedete di visitare molte attrazioni a pagamento ad Edimburgo, valutate l’acquisto del pass turistico prima della partenza.